Bella ciao” è il canto popolare associato alla Giornata della Liberazione dal nazi-fascismo, la Festa del 25 aprile, ormai da decenni.

Ma il canto ha origini più antiche di quanto si possa credere.

Secondo alcune ricostruzioni tradizionali, il canto risale ai primi anni del Novecento, circa 1906, che veniva intonato dalle mondine vercellesi. Ma in questa prima versione non si cantava di resistenze belliche, ma dello sfiorire della giovinezza causata dal duro lavoro nelle risaie.

Sono anni però che questo collegamento tra l’inno e il canto delle mondine non sembra convincere gli studiosi. Molti affermano infatti che il canto risalga addirittura a Costantino Nigra, nella sua opera Canti piemontesi, a una canzone dal titolo “Fior di Tomba“, il cui tema è l’abbandono da parte del proprio amore.

Qualunque sia la sua origine, negli anni della Resistenza “Bella ciao” venne ritrovata e trasformata, utilizzata come canto di saluto alle proprie amate da parte dei partigiani in partenza verso il fronte, per combattere battaglie che spesso significavano morte.

Di seguito l’audio di “Bella ciao“:

Ovviamente nel corso degli anni sono stati in moltissimi a cimentarsi con versioni del canto popolare.

La prima incisione di “Bella ciao” è datata 1963, di Sandra Mantovani e Fausto Amodei. Gaber la incise nel 1967, Claudio Villa invece nel 1975. Sono stati in molti, quindi, a rendere “proprio” l’inno famoso in tutto il mondo.

Ascoltiamo insieme la versione di Claudio Villa del 1975:

Ricordiamo anche gli Ska-P, i Chumbawamba, Tom Waits e Hardwell.

Di seguito una delle versioni remix di “Bella ciao“, del deejay Steve Aoki:

 

SHARE